8 settembre 1943

L’8 settembre fu la ripresa di un cammino, seppure funesto e drammatico, verso una dignità ed una unità riconquistate.

 Gli Italiani ricordano questo giorno come l’inizio della rinascita di quelle libertà fino ad allora negate e calpestate da un ventennio dittatoriale e totalitario favorito da una monarchia compiacente.

                                                                                                 [ pubblicato da Administrator ]

 

 

La scomparsa di Franco Foglino - "Pinko" di "Giustizia e Libertà"

Franco Foglino il partigiano “Pinko” di Giustizia e Libertà è morto questa mattina.

Componente della Presidenza Onoraria della Federazione Italiana Associazioni Partigiane (FIAP) rimarrà nella nostra memoria.

Il funerale si svolgerà domani mercoledì 27/07 alle ore 11:30 a.m. nella chiesa di Via Cesare Pavese a Roma. 

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A proposito di giustizia sociale...

Il Presidente dell’INPS Tito Boeri ha comunicato che i nati negli anni ‘80, cioè i trentenni di oggi, andranno in pensione a 75 anni, con un trattamento economico molto basso.

Una generazione costretta a lavorare fino a 75 anni per avere un assegno pensionistico che non garantisca una serena vecchiaia è a dir poco scandaloso.

Nel frattempo, pochi giorni fa, è stata diffusa una statistica sull' aspettativa di vita degli italiani che si è ridotta di alcuni mesi nel 2015, dopo essere cresciuta per molti anni, attestandosi a meno di 80 anni per gli uomini e a meno di 85 per le donne.

Nonostante il Presidente dell’INPS sia probabilmente a conoscenza di questa statistica ha comunque, in merito, ribadito che la pensione da “fame” sarà il risultato del vuoto contributivo creato dagli stessi lavoratori che, già oggi, versano in modo discontinuo anche grazie a periodi di disoccupazione più o meno lunghi derivanti dalla attuale crisi nel mondo del lavoro.

 Previsioni e dichiarazioni, per il futuro di questa generazione, che non possono che condurre a pessimismo e sfiducia nelle Istituzioni che sembrano non tenere in grande considerazione, al momento, il problema apparentemente lontano nel tempo con la conseguenza che con questo atteggiamento non potrà che crescere il cosiddetto “sommerso” con ulteriore danno per l’economia del nostro Paese.

                                                                                                                                                               [ pubblicato da Administrator ]

Presentazione del libro " VIVA' " il 26/04/2016 ore 17 presso Circolo "Giustizia e Libertà" di Roma - Via Andrea Doria 79 sc.B [Metro A Cipro]

Terza figlia di Pietro Nenni, sposò giovanissima il francese Henry Daubeuf, con il quale entrò a far parte della Resistenza in Francia.

Nel 1942 fu arrestata dalla Gestapo e insieme al marito accusata di propaganda gollista e antifrancese. Mentre il marito era trucidato a Mont Valérien l'11 agosto dello stesso anno, Vittoria fu deportata il 23 gennaio 1943 nel campo di sterminio di Auschwitz in Polonia.

Avrebbe potuto salvarsi rivendicando la nazionalità italiana, ma rifiutò, dichiarando di sentirsi francese e di voler seguire la sorte delle compagne di prigionia. Pur non essendo iscritta né al Partito Comunista Francese né alla Sezione Francese dell'Internazionale Operaia, si unì al gruppo dei comunisti francesi.

Dopo essere stata assegnata al lavoro nelle paludi, morì di tifo nell'estate 1943.

Sulla teca che ad Auschwitz la ricorda sono scritte le sue ultime parole:

« Dite a mio padre che non ho perso coraggio mai e che non rimpiango nulla »

(Vittoria Nenni)

Pietro Nenni seppe della morte della figlia solo nel maggio del 1945.

                                                                                                                   [ fonte: it.wikipedia.org - pubblicato da Administrator ]

 

 

Il 25 Aprile non è un giorno qualunque

 

 Il 25 Aprile non è un qualsiasi giorno nel calendario della nostra vita.

Per molti ha rappresentato e rappresenta ancora oggi (per chi lo avesse dimenticato) un giorno nel quale uomini, donne e ragazzi si unirono nel nome di ideali quali giustizia, libertà e democrazia contro la barbarie nazi-fascista e della guerra, di conseguenza, scatenata in base a deliranti teorie di salvaguardia della razza e dello spazio vitale.

                                                                                                                                                                                                                Questo giorno ricorda quei partigiani/patrioti che lottarono sacrificando la propria vita contro la tirannia di una dittatura ventennale che aveva annientato con l’assassinio, il carcere ed il confino ogni democratica opposizione.

Questo giorno ricorda la conquista della libertà individuale basata sul rispetto dei diritti umani senza distinzione di razza, di idee, di sesso e di religione.

Tutti noi siamo chiamati a difendere e a custodire da ogni banalizzazione e revisionismo costituzionale questo giorno della nostra storia in ricordo di quelli che sacrificarono la propria vita affinchè ognuno potesse vivere degnamente la propria.

                                                                                                                                                   [ Walter Spinetti ]

 

 

Ravensbrück - il lager delle donne

ANED E CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

 

Giovedì 21 aprile   ore 18

 

Casa Internazionale delle Donne, Via della Lungara, 19   Roma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Presentazione di due libri:

"IL CIELO SOPRA L’INFERNO"    di Sarah Helm

"RAVENSBRÜCK"     di Ambra Laurenzi

 

Introduce

Francesca Koch,

Presidente Casa Internazionale delle Donne

 

Coordina

Carla Guidi

 

Intervengono

Anna Foa, Sarah Helm, Ambra Laurenzi

 

 

 

AMBRA LAURENZI -   libro fotografico e documentario “Ravensbrück. Il lager delle donne”

 

Situato nella regione del Brandeburgo, 80 Km a nord est di Berlino, il campo di Ravensbrück è stato costruito, tra i primi, nel 1939 per ospitare donne tedesche asociali e delinquenti comuni e, successivamente, donne dei paesi progressivamente occupati dai nazisti, zingare, ebree, oppositrici al regime, omosessuali, testimoni di Geova. 

A Ravensbrück  sono state immatricolate 132.000 donne e decine di migliaia di loro hanno perso la vita, eliminate tramite fucilazione o tramite camera a gas, oppure morte per malattia, stenti, lavoro, fame, freddo, o ancora a seguito degli esperimenti medici di cui erano le cavie.

 

La conoscenza e la Memoria di questo luogo, se pure negli anni ha conservato poco dell’originaria struttura concentrazionaria, può e deve essere un doveroso omaggio a tutte le donne che nel campo hanno sofferto e trovato la morte. Certamente un libro di immagini non può in alcun modo restituire qualcosa alla loro sofferenza, ma nel tentativo compiuto da Ambra Laurenzi c’è sicuramente l’impegno e la volontà di non dimenticarle e di non far dimenticare l’inferno di Ravensbrück.

 

Con l’inserimento di fotografie realizzate negli ultimi dieci anni, l’autrice ha scelto di privilegiare non tanto l’immagine storica del campo, ma la sua  contemporaneità attraverso le sensazioni che il luogo sollecita oggi, percorrendolo senza smarrire  il senso del tempo e degli eventi e ricercando nei segni il tratto dell’evocazione, oltre che la semplice evidenza.

La scelta narrativa deriva dalla convinzione che un luogo della Memoria debba essere percepito come testimonianza di una terribile pagina della storia, ancora in grado di interrogarci e di stimolare un viaggio interiore nella consapevolezza. In un percorso storico-narrativo omogeneo, il  libro si compone di immagini che, in alcuni momenti, si alternano e si confrontano con testi curati da Aldo Pavia, brevi frasi originali o tratte dalle testimonianze delle deportate. Una delle due sezioni conclusive è dedicata alle donne sopravvissute che, dopo aver creato nel 1948 un primo nucleo di ex-deportate appartenenti a quattro diverse nazioni, hanno costituito ufficialmente nel 1965, con l'iniziale partecipazione di 11 Paesi, il Comitato Internazionale di Ravensbrück,  che ancora oggi  persegue i suoi obiettivi.

La seconda sezione contiene una nota esplicativa del campo con alcune fotografie storiche.

 

Fotografa dal 1983 con particolare attenzione alla fotografia di narrazione.

E’ docente di Linguaggio Fotografico e Progettazione preso l’Istituto Europeo di Design, sede di Roma e ha tenuto seminari di Storia e Linguaggio fotografico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste. 

Ha  pubblicato il DVD Le Rose di Ravensbrück, Storia di deportate italiane, un racconto-documento del lager femminile di Ravensbrück, presentato in Germania, Austria e Ungheria.

Figlia e nipote di deportate politiche nel campo di concentramento di Ravensbrück, è delegata per l’Italia nel Comitato Internazionale di Ravensbrück, membro del Consiglio Nazionale dell’Aned Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi di concentramento nazisti e consigliere della sezione di Roma.

 

SARAH HELM- Libro -  IL CIELO SOPRA L’INFERNO Traduzione dall’inglese di  Francesca Prencipi - Newton Compton Editore

La drammatica storia vera  di Ravensbrück il campo di concentramento nazista per sole donne

MAGGIO 1939. Centinaia di donne – casalinghe, dottoresse, cantanti d’opera, politiche, prostitute –, provenienti da un carcere comune, raggiunsero prima in treno e poi su camion un luogo nascosto nei boschi a nord di Berlino. Attraversarono, poi, gli enormi cancelli di ferro tra gli insulti, le urla, i latrati dei cani e le percosse delle guardie. Erano le prime prigioniere di Ravensbrück, il nuovo campo di concentramento femminile “modello” ideato da Heinrich Himmler. In sei anni vi furono rinchiuse 130.000 donne, provenienti da più di venti Paesi in tutta Europa. Erano di diversa estrazione, nazionalità, credo politico; solo poche tra loro erano ebree: Ravensbrück serviva ai nazisti per eliminare tutti “gli esseri inferiori”. Zingare, esponenti della Resistenza, nemiche politiche vere o presunte, disabili, “pazze” dovettero sopportare privazioni, sevizie, malattie, lavori forzati, esperimenti “medici” ed esecuzioni sommarie. Negli ultimi mesi di guerra il lager divenne un campo di sterminio, perché era necessario far sparire in fretta “le prove” della sua reale funzione ed entro l’aprile del 1945 vi vennero trucidate tra le 30.000 e le 90.000 donne, molte con i loro bambini. Per anni, fino alla fine della Guerra Fredda, la verità su Ravensbrück è rimasta nascosta. Grazie a interviste esclusive e documenti inediti, Sarah Helm ci offre una vivida ricostruzione e una testimonianza indimenticabile di uno dei capitoli più tristi della nostra Storia.

Sarah Helm, già redattrice del «Sunday Times» e corrispondente estera dell’«Independent», attualmente collabora con diverse testate. È autrice della biografia A Life in Secrets: Vera Atkins and the Missing Agents of WWII e di un’opera teatrale sulla guerra in Iraq, Loyalty. Vive a Londra con il marito e le figlie.

 

Anna Foa -  ha insegnato storia moderna all’Università “La Sapienza” di Roma e ha inoltre tenuto corsi al Corso Superiore di Studi Ebraici, alla Hebrew University di Gerusalemme e all’Università Gregoriana. Si è occupata principalmente di storia sociale e culturale della prima età moderna, di didattica della storia  e di storia degli ebrei. Tra i suoi libri: Ebrei  in Europa dalla Peste Nera  all’Emancipazione (Laterza  1992,1999), Giordano Bruno (Il Mulino 1998, 2015), Eretici, storie di streghe, ebrei e convertiti (Il Mulino 2004, 2010), Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento(Laterza 2009), Portico d’Ottavia 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del 1943, (Laterza 2013), Andar per ghetti e giudecche (Il Mulino 2014). Collabora a Pagine Ebraiche, L’Avvenire, L’Osservatore Romano.

 

Carla Guidi – giornalista e autrice di pubblicazioni sulla memoria e sull’ecologia. Ha insegnato Disegno e storia dell’Arte alle scuole superiori ed organizzato svariate presentazioni, mostre  e convegni.

Tra i suoi libri -  Operazione balena - Unternehmen Walfisch (sul rastrellamento nazista del 17 aprile 1944 al Quadraro)  Terza edizione Edilazio 2013 arricchite con nuovi documenti e presentazione al testo di Aldo Pavia. Un ragazzo chiamato Anzio sulle vicende dello sbarco del 1944,  seconda edizione Arduino Sacco editore 2013, postfazione di Vera Michelin Salomon.

                            

                                                                         [ pubblicato a cura di Administrator ]

 

 

 

ID falsi - le libertà vengono in diverse forme e sapori

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