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GIUSTIZIA E LIBERTA'
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CIRCOLO GIUSTIZIA E LIBERTA' - ROMA
Via Andrea Doria, 79  -  00192   Roma  
"Sede storica e artistica per Decreto Ministero Beni Culturali"

e-mail: circologiustiziaelibertaroma@yahoo.it
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Il Circolo Giustizia e Libertà è stato fondato nel 1948 dai partigiani romani del Partito d'Azione. Nell'atto costitutivo risultano soci fondatori i nomi di Emilio Lussu, Vincenzo Baldazzi (detto Cencio), Francesco Fancello, Mario Spinetti, Luigi Cavalieri, Bruno Cianca ed altri.

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Parri ed altri
Ferruccio Parri presenzia la nascita del Circolo "Giustizia e Libertà" di Roma (1948)
ATTUALITA'
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LUCI E STENDARDI DEL CIRCOLO

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ROMA 23 FEBBRAIO 2012

Pubblichiamo un'articolo con un'approfondita analisi di Lorenzo Romano sulla crisi della Grecia dal titolo :

Salviamo la Grecia

(PER LEGGERE IL TESTO CLICCARE SOTTO AL TITOLO DELL'ARTICOLO)
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ROMA 5 FEBBRAIO 2012

Pubblichiamo uno stralcio del comunicato che Vittorio Cimiotta ha inviato ai circoli aderenti alla Federazione Nazionale dei Circoli Giustizia e Libertà nel quale analizza l'attuale momento storico della società,sintetizza la condizioni degli attuali Partiti ed evidenzia le peculiarità del Partito d'Azione.

"La fine dell’utopia comunista con la caduta con il muro di Berlino, e la disfatta del liberismo selvaggio con la grave crisi economica attuale, lasciano profonde ferite economico-finanziarie e morali.
I partiti politici italiani, eredi della storia del Novecento,con le loro obsolete dottrine politiche, sono divenuti per gli aderenti una specie di chiese, di tabù, di feticci da venerare; portano la responsabilità storica di non avere saputo, con le loro divisioni e polemiche, bloccare l’avvento del fascismo.
Una delle cause maggiori del loro fallimento è l’ideologismo che ha pervaso tutto il novecento. In nome degli ideologismi politici e religiosi la storia dell’umanità è costellata di guerre sanguinarie.
Nel dopoguerra con la Repubblica nasce la speranza di una nuova vita libera e democratica. Uomini che, dopo avere vissuto i sacrifici della dittatura fascista e del secondo conflitto mondiale, hanno lavorato nel dopoguerra portando il paese ad uno sviluppo industriale senza precedenti.
Purtroppo, dopo mezzo secolo di sviluppo, esaurita la speranza iniziale di creare un mondo migliore, comincia il degrado della partitocrazia. “Tangentopoli” è l’apice di tale degrado.
Nasce la cosiddetta seconda Repubblica che distruggendo i vecchi partiti ideologici ne crea di nuovi, però, privi di tradizione e di identità.
Dal vecchio ideologismo partitico si passa al "Nulla".
È il regno della confusione. Un capitalismo di dubbia moralità approfittando della situazione entra direttamente nell’agone politico e la corruzione dilaga peggio di prima.
Gran parte della stampa e dei mezzi di comunicazione diventano duopolio di questo nuovo regno. Imperversano servi, escort, showgirl e “pennivendoli”.
I frequenti scandali di cui sono protagonisti molti esponenti dei nuovi partiti allontana i cittadini dalla politica.
Per tale motivo molti elettori italiani disertano le urne elettorali. La democrazia ha bisogno dei partiti, ma questi devono prima rinnovarsi, rigenerarsi, per tornare all’onestà e al servizio per il bene comune.
Nello squallore attuale diventa necessità riscoprire i valori e le proposte della cultura giellista e azionista.
I valori della giustizia sociale, propri del socialismo, e quelli della libertà, propri del liberalismo, sono universali, e non possono morire.
La storia ha dimostrato che questi valori separati l’uno dall’altro, si sono dimostrati utopistici ed hanno portato al disastro e alla barbarie; invece, se collegati in una sintesi possono prospettare una nuova civiltà, un nuovo umanesimo.È certamente un momento di trasformazione.
Il rinnovamento può essere espresso all’insegna della seguente formula: gli ideologismi dividono, i valori uniscono.
I valori della cultura giellista e azionista sono i seguenti:
1) La sintesi dei valori della giustizia sociale e della libertà.
2) La laicità dello Stato.
3) L’intransigenza morale.
4) Il pragmatismo come metodo.
Il partito d’Azione, pur avendo dato durante la Resistenza un contributo notevole fino all’estremo sacrificio di tante vite umane, alle prime elezioni nel dopoguerra ottiene un risultato deludente, per cui entra in crisi e si scioglie. Il paradosso, a mio avviso, consistette nel fatto che il Pd’A, invece, di porsi in una posizione superpartes, entra in competizione, partito tra partiti, con i socialisti, i liberali e i cattolico-liberali, cioè con gli stessi partiti dei quali proponeva la sintesi.
Viene schiacciato.
I circoli aderenti alla Federazione nazionale Giustizia e Libertà” hanno la finalità di tenere vivi i valori di G.L. e della cultura azionista, tanto da potere divenire una Scuola di democrazia”.
È questo l’impegno, vorrei dire l’apostolato, che dobbiamo proporci con i nostri circoli G.L.
Ai valori e alla cultura della nostra tradizione possono attingere vecchie o nuove forze politiche sotto qualunque vessillo o denominazione democratica si presentino.
L’importante è che questi valori si diffondano ed entrino nel tessuto sociale e nella coscienza collettiva....."

Vittorio Cimiotta

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