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GIUSTIZIA E LIBERTA'
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CIRCOLO GIUSTIZIA E LIBERTA' - ROMA
Via Andrea Doria, 79  -  00192   Roma  
"Sede storica e artistica per Decreto Ministero Beni Culturali"

e-mail: circologiustiziaelibertaroma@yahoo.it
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Il Circolo Giustizia e Libertà è stato fondato nel 1948 dai partigiani romani del Partito d'Azione. Nell'atto costitutivo risultano soci fondatori i nomi di Emilio Lussu, Vincenzo Baldazzi (detto Cencio), Francesco Fancello, Mario Spinetti, Luigi Cavalieri, Bruno Cianca ed altri.

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Parri ed altri
Ferruccio Parri presenzia la nascita del Circolo "Giustizia e Libertà" di Roma (1948)
ATTUALITA'
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LUCI E STENDARDI DEL CIRCOLO

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COMUNICATO

IL CIRCOLO GIUSTIZIA E LIBERTA' DI ROMA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA DAL POPOLO VIOLA IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE ITALIANA CHE SI TERRA'IL 30 GENNAIO P.V.ALLE ORE 15 IN PIAZZA SANTI APOSTOLI DAVANTI ALLA PREFETTURA E INVITA SOCI E SIMPATIZZANTI A PARTECIPARE.

IL PRESIDENTE
GUIDO ALBERTELLI

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Roma, 27 gennaio 2010

LA GRANDE MEMORIA

Oggi il mondo ricorderà. Il più triste dei ricordi è quello della Shoah, la tragedia simbolo della violenza su un popolo innocente. Ieri, in una scuola nella quale la ricordavo agli studenti, un’alunna, guardando un filmato su Auschwizt, è stata colta da un pianto irrefrenabile. Anche i giovani hanno un cuore sensibile. Sono passati oltre sessant’anni da quell’avvenimento e non esiste possibilità di negazione ne validità di revisione. Ai tempi dell’accaduto molti furono coloro che sapendo furono indifferenti o fecero finta di non sapere e molti Stati in guerra non reagirono a quegli orrori indicibili. Anche il Papa del tempo non fece suonare per protesta tutte le campane delle Chiese di Roma per far sentire al mondo il proprio sdegno ma scelse la via di un silenzio che giustamente gli ebrei non possono perdonare. Molti degli scampati dai luoghi di sterminio non vogliono parlare ma il dolore indelebile si vede nei loro occhi. Uno di questi, sollecitato da me a dire qualcosa, si scoprì il braccio e mi disse “Vede questo numero, è inferiore di uno a quello di mio padre e maggiore di uno rispetto a quello di mio fratello. Questi due numeri non esistono più. Sono volati su dal camino”. E’ per questo che non si può non voler bene agli ebrei che hanno sofferto per noi. Desidero ricordare in questo sereno giorno di purificazione morale anche gli avversari del nazifascismo che morirono nei lager, nelle carceri, al confino, in esilio e sulle montagne. Essi avevano scelto una lotta per la libertà quasi impossibile. Si erano dedicati di fatto alla morte e non l’avevano subita come gli ebrei. La violenza li ha accomunati. Tutto dobbiamo a quello che eravamo. Chi non ha radici e tradizioni nella difficile società di oggi sarà leggero nel vento che verrà.

Guido Albertelli

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Roma 24/10/2009

LETTERA AL SEGRETARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO

SALVIAMO LE PRIMARIE

L’affaire Marrazzo è la nube nera che sovrasta le primarie di domani. Il PD dopo aver condotto una campagna di moralità contro le vicende private di un Presidente del Consiglio non può non intervenire per rispondere immediatamente alle preoccupazioni e alle incertezze nate nell’elettorato (e non solo) per l’ incidente del Presidente della Regione. Marrazzo è reo confesso con il magistrato per l’accaduto ed è colpevole di non aver denunciato a suo tempo l’estorsione subita. Non basta per un immediato ritiro dalla carica? Non c’è rischio elettorale che possa legittimare una ambigua copertura del PD che sarebbe grave lesione allo spirito eticomorale della sua campagna e di quella degli altri due candidati. Stasera al TG1 il Paese deve sentire che il Partito resta il più onesto e il più credibile tra tutti e sa chiedere le dimissioni dei responsabili che diventano purtroppo impresentabili quando con la loro condotta privata ledono il rapporto di trasparenza con la politica che rappresentano e con i cittadini. Sono certo del suo comportamento.

Guido ALBERTELLI
Presidente del Circolo Giustizia e Libertà
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Pubblichiamo la lettera trasmessa al quotidiano "L'UNITA" che sollecitava i lettori a dare una risposta alle più recenti esternazioni del Premier.

Roma 9 ottobre 2009

LA MIA RISPOSTA AL PREMIER

Egregio,si fa per dire,Dott.Berlusconi,
lei crede,a torto, che tutto gli sia permesso e che ciò che lei fà è benfatto.
Infatti si sente un perseguitato dai giudici che facendo il loro dovere ,quando ricevono denunce di reato e ravvisano che il comportamento o le azioni svolte da un individuo, anche se ricco e potente,sono in contrasto con la legge vigente indagano sulle attività ritenute illecite e quando ritengono di averne le prove ,avviano un procedimento giudiziario.
Anche se aiutato in alcuni casi da leggi fatte dal suo governo lei finora è stato o assolto o non condannato per prescrizione, mentre persone a lei vicine non hanno potuto evitare condanne in giudizio.
Pertanto se i giudici lo hanno portato molte volte in giudizio e non lo hanno condannato o come di recente accaduto non è stata considerata conforme alla Costituzione una legge che la favoriva,non può lei definirsi un perseguitato dalla Magistratura ma un cittadino,importante, giustamente sottoposto alla Legge .
Forse è più corretto prendere in considerazione l'ipotesi che anche lei dovrebbe ed avrebbe dovuto rispettare in modo rigoroso sempre le Leggi vigenti,evitando di modificarle o farle modificare in suo favore,considerandosi si una persona valida e capace,qual'è, ma sempre e comunque un cittadino che deve agire nel rispetto della legge senza deroghe o eccezioni.
Se avesse assunto questo atteggiamento,molti,tanti,suoi comportamenti discutibili li avrebbe potuti evitare e lei sicuramente ne avrebbe potuto
trarre vantaggio perchè la sua immagine sarebbe risultata accettabile anche a quegli italiani,tanti e onesti,che ora la detestano e non vedono l'ora che lei sparisca dalla scena politica .

Distinti saluti
Carlo Baldi
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