MAL DI STOMACO

Mangiare, ingozzarsi, appagare anche l'ultimo flebile sussulto dello stomaco, che poi è mente mica stomaco, mangiare tutto, prendere a morsi, rincorrere le cose, consumarle, si consumarle, perchè oggi è oggi domani chissà.

Costretti a vivere alla giornata, privi di prospettiva, schiavi inconsapevoli di una vita che non ci appartiene, corrotti dal marchio, corrotti dalle apparenze, mastichiamo per poi sputare, compriamo per poi riporre ed abbandonare, calpestiamo, calpestiamo la strada disegnata su di un foglio di numeri, linee imprecise di pennarello nero dall'odore acre, acido.

Con le mani grattiamo l'esistenza, rassegnati alla giornata, al fare per formalità, al vivere per conseguenza dell'essere nati, si schiavi, schiavi inconsapevoli di un mondo che è di pochi, camminano spavaldi vestiti della propria inettitudine, abbattono il prossimo con quella dissacrante ignoranza che annega l'animo, eruditi e completi come macchine esposte in un autosalone, spietati figli di spietati genitori, clan votati all'accumulo di carta con cui costruiscono muri verticali che circoscrivono il loro dominio sociale.

Si schiavi, schiavi inconsapevoli sempre di più, ci si muove per raggiungerli, per ottenere quello che loro ottengono, per potere quanto loro, per vivere dolcemente, cullati dal cinismo e dalla inconsapevole natura della propria materiale formazione.

Non vincono battaglie i pochi, non sanno cosa sono, il loro muro non è invisibile, la carta se tanta neanche le ombre fa percepire, oltre il muro la spensieratezza negata, fresca generazione pronta all'ennesimo macello sociale, vittima sacrificale di torbidi macabri rituali, sacerdoti atti a serrare porte.

E noi ardiamo, noi che tutto vediamo scorrere per le loro colpe con disarmonica lentezza, ardiamo del fuoco che è rabbia, pura rabbia, priva di vizi ed alimentata di quelle virtù e da quei sogni di libertà che caricano un guerriero prima dell'imminente battaglia.

AI

 

 

Globalizzazione e Politica

Nei paesi occidentali sono in corso profonde mutazioni funzionali del sistema politico, in larga parte indotte dai processi di globalizzazione. Nel giro di un decennio, o poco più, siamo passati dal dogmatismo manicheo dei fronti ideologici contrapposti nel corso della 'guerra fredda' all'eclissi di qualsiasi dibattito intorno a grandi principi o ad alternative di valore.

Dalla società dell'industria e del lavoro siamo passati alla società postindustriale dominata dalla rivoluzione tecnologico-informatica. Grazie al loro strapotere, le forze economiche sfruttano le dimensioni globali del mercato e si impadroniscono anche delle leve del potere politico svuotando di fatto la sfera pubblica.

La logica della rappresentanza democratica sembra surrogata dalla logica mercantile della pubblicità (commerciale e politica) e il codice politico è contaminato dal codice multimediale della spettacolarità e della personalizzazione.

                                                                                                                                                                                                                                                   (estratto da http://www.juragentium.unifi.it/QJGF/bobbio/alito.htm)

[ Walter Spinetti ]

A mio modesto avviso...

Oggi viviamo in una situazione di crisi etico/morale prima ancora che economica e ciò che è più grave è che  questo appare dato quasi per scontato… normale.

Ci si adagia nei luoghi comuni, si inseguono nostalgie o ci si abbandona al disfattismo. Dobbiamo al contrario recuperare il primato delle idee e la coerenza degli obiettivi. Se si spezzano le basi della cultura e della tolleranza, si chiudono le porte al futuro. La forza delle idee che si fanno “storia” va fissata su ciò che ancora non c’è e che si vuole costruire: passa per la ricerca, l'innovazione e la capacità di confronto. 
La “lezione” che va appresa è quella di cercare incessantemente perché nulla è mai conquistato del tutto ed è necessario che si passi a nuove idee per far strada al vero cambiamento: se non c’è libertà e democrazia tutto muore.

Ma per cambiare è necessario, prima di tutto, iniziare da sè stessi.

E' fondamentale pensarsi e vivere in relazione a ciò che ci circonda nel quotidiano scegliendo consapevolmente in che modo e perché vivere in questo tempo e in questo mondo, riconoscendo il proprio destino ed il futuro che ci obbliga in questo “cammino”.

Non bisogna, tuttavia, lasciarsi vivere ma pensare, custodire e non dimenticare le proprie  memorie ed origini gettando ponti sul futuro e “ribellarsi”, di conseguenza, alla decadenza e al pensiero univoco delle cosiddette maggioranze silenziose: occorrono, infine, coscienze libere che prendano in mano il proprio destino per lottare nel quotidiano costruendolo passo dopo passo… a mio modesto avviso. 

 [ Walter Spinetti ]

QUADROPERAIO

ROMA 07/07/2014

Ci si è messo del tempo, ci si è messo del tempo a scalfire l'ultimo clichè, la gommosa barriera della seconda classe, quella di mezzo.

Penso ad un tramandato pensiero del Presidente Pertini, non scrivo neanche il nome anagrafico in quanto resta l'unico in grado di sostenere il titolo prima del cognome, titolo e titoli che oggi precedono nomi comuni e non rassicurano affatto sulle facoltà della persona...

"Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero."

Neanche il fascismo concepiva ciò che accade oggi, neanche il momento più oscuro, la lenta e continua distruzione dell'economia di mezzo, quell'area "pensante" che abbracciava da entrambi i lati il potere capitale e classe operaia, il limbo tra la santificazione e l'oblio, il terreno fertile della ricerca e dell'ingegno, lo spazio delle infinite speranze.

La democrazia non più come strumento per la società tutta ma sterile meccanismo burocratico mosso da uomini vili, votati al più volgare cinismo per ottenere quell'oltre senza fine che appaga solo lo stomaco, una flaccida macchinazione finanziaria concepita per corrodere e non per strutturare, per dividere e non concedere.

QuadrOperaio la nuova figura sociale, l'impegno configurato in un contratto, lo sforzo snaturato della sua appagazione, un tassello di libertà in meno, tanto per evitare di pensare, tanto per evitare che l'uomo di ingegno possa architettare strategie per deporre l'oppressore, per rassegnarlo al buonsenso, un tentativo riuscito prima ed avviato ora, una barriera che è deserto arido oltre un assegno di sostentamento, una gabbia di carta filigrana.

Una muta ribellione è già in atto, si muove ed articola negli animi di coloro che hanno come pane la cultura e l'apprendimento, che hanno nelle mani i solchi scavati dal duro lavoro, che hanno sul volto le macchie di terra e di olio, i gomiti callosi e le dita intorpidite, eroi, si eroi, gli ultimi eroi di questo paese in decadenza votato alla libertà.

AI

 
 
 

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/politica/frase-59568?f=a:1586>

Quello che ho da dire

Quello che ho da dire.

La profonda tristezza di trovarsi con gli occhi abbassati senza avere espresso la propria idea, senza percepire nello sguardo altrui quell'aria di attenzione che si desidera.

Il dialogo, l'ultima tra le virtù, l'ultima foglia di un albero sociale che si sta disintegrando sotto i colpi ben assenstati di una generazione persa tra idee malsane, costretta in cavità oscure come canne ferrose di un vecchio moschetto, pronta ad essere espulsa come proiettile di tribuna e non come armonica esibizione della propria dialettica.

Abbiamo, perchè di tutti è la colpa, compromesso il reciproco scambio di opinioni, abbiamo permesso a strumenti insensibili di creare i binari del confronto relegando lo stesso ad imposizioni che a nulla servono se non ad alimentare la melma umorale che infuoca gli animi e corrode i sentimenti.

Un paese che si priva dell'arte della comunicazione costruttiva rifiuta la propria libertà.

Tra persone di principio il dialogo si intende come il filtro separatore di valori puri da cose effimere, il meraviglioso lavoro atto ad elevare, anche di poco, la società in cui aspramente viviamo.

AI

 

Il Circolo "Giustizia e Libertà" - finalità

"...Attualmente il Circolo si propone come geloso custode del pensiero azionista e costituisce un preciso riferimento per coloro che si riconoscono negli ideali del pensiero di Giustizia e Libertà. L’impegno degli iscritti si manifesta a livello culturale con un’intensa attività volta alla clamorosa conferma dell’attualità del pensiero azionista oggi più che mai necessario per la crescita civile e morale della società italiana."

 

 

ID falsi - le libertà vengono in diverse forme e sapori

Per i bambini universitari americani, i falsi ID sono un vero passaggio per la libertà, la libertà di scegliere le attività sociali per impegnarsi, bere o partecipare a festival musicali. I migliori ID falsi https://kingoffakes.com/sitemap.html che scansione sono quelli che dispongono di tutte le funzioni di sicurezza replicate con cura e mestiere. A tal fine vengono utilizzati impianti industriali situati nei paesi in via di sviluppo. Quindi, non solo questo sito web aziendale Fake IDs aiuta i giovani americani a godersi la vita, ma crea anche posti di lavoro locali nei paesi poveri che li necessitano. Fake IDs http://bit.ly/2yJOxNI è un'impresa veramente globale che aiuta le persone di tutto il mondo!